Verificare i lavori precedenti del fotografo
Il primo passo consiste nel valutare il portfolio del fotografo a cui ci rivolgiamo. La fotografia e’ ARTE e l’arte deve essere vista, toccata con mano e, perché no, apprezzata, ci ha spiegato Silvio Landi di lkphoto.
Non limitatevi, inoltre, ad una selezione delle foto più belle, chiedete di poter visionare il lavoro completo.

Stesso fotografo del portfolio
E’ buona norma assicurarsi, ci ha fatto notare Sergio Aveta di Alter Ego Sposi, che il fotografo che sarà presente al matrimonio sia lo stesso che ha realizzato il portfolio che si è visionato.

La permanenza del fotografo
Non è facile stabilire un tempo limite di permanenza. Secondo Sergio di Alter Ego un fotografo, per avere un lavoro completo, dovrebbe rimanere fino a quando non ha realizzato le foto di tutte le situazioni. Ad esempio: “in un matrimonio serale deve restare almeno fino all’inizio dei balli; in un matrimonio diurno, invece, solitamente il taglio della torta segna la fine del racconto fotografico”.
Assicuratevi poi, come ci ha chiarito Silvio di LKphoto, che il vostro fotografo non sia assegnato, quel giorno, a più matrimoni, perché lavorerebbe, se non male, comunque in maniera più superficiale. “il nostro Studio – ci ha raccontato Silvio – pur avendo diversi professionisti, non assegna mai più di una cerimonia al giorno al fotografo”.

Tipologia del servizio

Reportage
In questo caso il fotografo si preoccupa di documentare la giornata, senza escludere ovviamente dei passaggi obbligati come la foto con i genitori o con i testimoni, ma cercherà di catturare immagini il più possibile spontanee.

Foto posate/glamour

In questo caso si può parlare di ritratti. Si tratta di foto posate e realizzate, come nel primo caso, allo scopo di immortalare i passaggi più significativi della giornata, ma tralasciando la spontaneità.
Non esiste la tipologia di servizio migliore, dipende, esclusivamente, dai vostri gusti.
Sergio di Alter Ego Sposi per deformazione professionale consiglia il reportage. “Il mio Studio, per scelta, – ci ha raccontato – si occupa di reportage: trovo questo stile più indicato per gli sposi che si vogliono godere la giornata con i propri ospiti ed avere un servizio fotografico tutto da scoprire successivamente”.

Diversa la posizione di Silvio di LKphoto che segue l’insegnamento dei latini “in medio stat virtus”. Noi consigliamo sempre di stare nel mezzo – ci ha confidato – tranne quando ci viene espressamente richiesto uno stile determinato e a quel punto il cliente ha sempre ragione…”

La giusta proporzione tra scatti e foto scelte
Per quanto riguardo lo stile reportage non esiste un numero di foto consigliato. La cosa importante – secondo Sergio di Alter Ego Sposi – è avere fotografi che aiutino gli sposi nella successiva selezione fotografica: consegnare migliaia di scatti a persone inesperte potrebbe interferire con la buona riuscita dell’album.
Il numero ideale comunque è 400 scatti in provinatura, per arrivare ad una selezione di 100-130 foto.

L’attrezzatura adeguata
Nikon D3S, D3X, D4 e le D2 un po’ più datate ma sempre validissime per un professionista. Per le Canon ovviamente le EOS 1D tutte.
Silvio di LKphoto, comunque, è stato chiaro sul tema attrezzatura: “Non è la macchina a fare il fotografo. Acquistare una Ferrari non significa diventare automaticamente bravo come Alonso”.

Il video
Essenzialmente lo stile del video dipende molto da chi esegue le riprese e da chi si occupa del montaggio.
Il linguaggio narrativo, comunque, è sempre documentaristico, anche se però è possibile renderlo meno noioso inserendo delle parti in stile ‘videoclip musicale’ con musiche ritmate, possibilmente scelte dagli sposi, e limitando ai momenti topici (scambio delle promesse e degli anelli) l’audio originale.

Per evitare di avere a che fare con più teste, conviene rivolgersi alla stessa persona sia per il video che per le foto

La qualità del video
Silvio e Sergio sono concordi nel sottolineare che è meglio avere delle belle riprese con un ottimo montaggio che un video in Full HD, ma discreto e privo di gusto.
Inoltre, le attrezzature in Full HD reale (e non fittizio come spesso purtroppo succede) costano molto, così come quelle per montare una tale mole di dati digitali e, quindi, un servizio Full HD costa di più.

Il consiglio, quindi, è quello di valutare bene il budget e i propri desideri. State attenti poi ai prezzi troppo bassi: se vi offrono un servizio in full hd ad un prezzo più basso o uguale a quello in SD (Standard Definition) allora qualcosa non torna.

E soprattutto, se vi promettono un servizio full hd e poi ve lo consegnano su un dvd e non su un blu ray la questione diventa ancora più spinosa.

La durata ideale del video
La durata ideale di un video da matrimonio è tra i 15 e i 30 minuti, altrimenti: “da amici e parenti invitati alla visione aspettiamoci sonore russate e sguardi disperati causati dalla noia!”

Quanto prima contattare il fotografo e il video maker
Per i mesi di Maggio, Giugno e Settembre almeno 10 mesi prima se non 1 anno, i sabati e le domeniche sono limitati e tutti si sposano in questo periodo, ci hanno detto Sergio e Silvio. In periodi diversi, invece, possono bastare anche 6 mesi di anticipo.

Cosa scrivere nel Contratto
– la consegna di tutti i file originali, ovvero le foto scattate quel giorno, e, quindi, i diritti e doveri sull’utilizzo delle immagini, sia per il fotografo che per gli sposi;
– modalità di pagamento, il prezzo pattuito e gli eventuali extra;
– il nome del fotografo che si occuperà delle riprese;
– la tipologia dell’album scelto, incluse le copertine;
– la tipologia del servizio video: HD o SD, a più camere, con attrezzature cinematografiche o meno;
– i servizi accessori scelti: prematrimoniale, foto al ricevimento, album per i genitori, DVD con tutte le foto…
– Assicurarsi che il fotografo segua l’intero e naturale svolgimento della giornata, per non incappare in fotografi che fanno tagliare la torta alle 2 di pomeriggio e poi se ne vanno, perdendo così parecchi momenti altrettanto belli e divertenti durante il pranzo e gli eventuali balli.
– Un altro aspetto da citare, a volte trascurato, è la partecipazione o meno dei fotografi al pranzo; diversamente dovranno organizzarsi per mangiare altrove.
– i fotografi che aderiscono alla varie sigle di associazioni di fotografi professionisti (FIAF, Tauvisual, ANFM etc) hanno un codice deontologico, che spesso è riportato nel contratto.

Come evitare “fregature”
I nostri amici fotografi convergono su una posizione: diffidare dei prezzi troppo bassi, nascondono probabilmente degli imbrogli
Per Sergio Aveta di Alter Ego Sposi due aspetti importanti nella scelta del fotografo sono la tradizione e la storia dello studio fotografico.

Per evitare sorprese conviene scegliere sempre un professionista con partita iva e con uno studio o con un negozio fisico, insomma qualcuno che non sia il classico abusivo in nero e che non dà nessuna garanzia!